Integrated Reporting Framework (IReF)

Analisi automatizzata dei gap e implementazione strategica per il nuovo standard di segnalazione alla BCE

Nell'aprile 2026, il Consiglio direttivo della BCE ha decretato il passaggio dell'Integrated Reporting Framework (IReF) dalla fase di indagine alla fase di realizzazione1. L'8 giugno la BCE ha pubblicato le principali tappe implementative2: una consultazione pubblica sulla bozza di Regolamento IReF prevista per il secondo semestre del 2027, una fase pilota a partire dal secondo trimestre del 2030 e le prime segnalazioni ufficiali nel secondo trimestre del 2031, il tutto subordinato all'adozione formale del regolamento. Sebbene ciò rappresenti un ritardo significativo rispetto alle tempistiche precedentemente previste3, IReF non è più un esercizio di compliance lontano nel tempo, ma un programma attivo con una scadenza definita e una governance operativa. Gli istituti che avviano ora le proprie valutazioni di readiness IReF otterranno un quadro più chiaro dei gap esistenti e dei costi per colmarli, ponendo le basi per la conformità a IReF. Rinviare i lavori preparatori significa invece dover affrontare compressioni di calendario e i tipici costi di rielaborazione che hanno caratterizzato le implementazioni regolamentari tardive fino ad oggi.

Cosa c’è da sapere su IReF

L'innovazione fondamentale di IReF, che lo distingue dalle altre recenti normative, sta nel cambio radicale nel modo in cui viene prodotta la segnalazione statistica. Anziché inviare segnalazioni separate e specifiche per ciascun obbligo regolamentare, le banche devono costruire e mantenere un unico dataset granulare, dal quale tutti gli output statistici vengono generati tramite regole di trasformazione standardizzate. Questo include posizioni di bilancio, tassi di interesse, dati creditizi a livello di singolo prestito e titoli. Un simile cambio di paradigma è un'arma a doppio taglio: da un lato genera un enorme guadagno di efficienza, dall'altro impone alle banche un onere significativo in termini di qualità del dato, poiché il layer di input deve essere completo e coerente in misura sufficiente a supportare qualsiasi output che il framework possa richiedere. Inoltre, non tutte le segnalazioni regolamentari sono armonizzate a livello europeo e ne esistono diverse a carattere nazionale.

IReF è strutturato su due livelli:

  • Il Basic Layer contiene i requisiti armonizzati dalla BCE e uniformi in tutta l'area euro, consolidando in sostanza gli obblighi di segnalazione attualmente distribuiti tra BSI, MIR, Securities Holdings Statistics e AnaCredit;
  • Il secondo livello, l'Extended Technical Layer (ETL), accoglie i requisiti nazionali che vanno oltre il nucleo armonizzato e i Country-Specific Requirements (CSR).

L’impatto di IReF per le banche italiane

Per le banche italiane, in particolare, è nell’ETL che si prevede vengano gestiti CSR, come TAXIA e i ‘decadali’. Questi ultimi introducono una questione di frequenza ancora irrisolta dal regolatore: IReF opera su cicli mensili e trimestrali, mentre i decadali richiedono segnalazioni a cadenza, appunto, decadale. La modalità con cui l'ETL riconcilierà queste frequenze asincrone rimane un punto architetturale aperto.

Al di là di questa struttura a due livelli, alcuni obblighi restano fuori dal perimetro di IReF: rimangono escluse le statistiche sui pagamenti, le statistiche sul mercato monetario e le segnalazioni di altri intermediari finanziari non bancari.

Le banche italiane si presentano a questo appuntamento con un vantaggio strutturale: il framework cooperativo di Banca d'Italia, PUMA4, attraverso cui la banca centrale e il sistema bancario hanno sviluppato template di segnalazione, dizionari dei dati e regole di trasformazione5. Attraverso PUMA, pilastro della segnalazione regolamentare italiana dal 1974, le banche italiane hanno maturato un'esperienza concreta con la segnalazione statistica granulare e standardizzata. Ciò ha costruito una base solida che ha reso il sistema bancario italiano meglio preparato alla conformità IReF rispetto agli omologhi europei.

Questo vantaggio critico è controbilanciato da una sfida strutturale: l'architettura italiana dei dati creditizi. La Centrale dei Rischi italiana è organizzata per debitore. AnaCredit è invece organizzata per singolo prestito. IReF richiede granularità a livello di prestito per uno spettro molto ampio di esposizioni (inclusi i prestiti a persone fisiche, un'area che AnaCredit non copre attualmente in modo completo). Per le banche che non hanno adeguato il proprio modello di dati creditizi all'identificazione e alla chiave a livello di singolo prestito, IReF amplierà un gap già esistente, rendendo la transizione ancora più urgente.

La segnalazione italiana più direttamente interessata è la "base A1" della Matrice dei Conti (Circolare 154, Cap. 1, Sez. 1), ovvero quella che raccoglie tutti i dati utilizzati per costruire BSI, MIR e SHS6. Nell'ambito di IReF, la base A1 sarà integrata con la raccolta nazionale AnaCredit esistente in un unico flusso IReF di Basic Layer. Dopo un periodo di segnalazione parallela, si prevede che le raccolte nazionali vengano gradualmente dismesse. Le altre basi della Matrice dei Conti ricadono fuori dal perimetro IReF e continueranno pertanto a essere gestite nell'ambito dei framework nazionali esistenti (ad esempio, la base A3 sui servizi di pagamento e la base A5 sui servizi di investimento). Anche la base A2 ("altri dati statistici") sarà parzialmente coinvolta, nell'ambito dell'ETL. L'integrazione completa della Centrale dei Rischi è prevista per una fase successiva, quando il framework di base sarà più consolidato, ma le scelte architetturali effettuate in questa prima fase determineranno quanto complessa sarà quella successiva integrazione.

L'IReF Quick Check Tool

d-fine è attiva nei workstream IReF e BIRD fin dalla fase di progettazione, contribuendo alla Task Force della BCE su IReF e ai workstream di Data Modelling and Prototyping, con coinvolgimenti continuativi presso banche pubbliche, gruppi bancari e banche universali.

Per accelerare la fase diagnostica, d-fine ha inoltre sviluppato l'IReF Quick Check Tool (QCT). Lo strumento si connette direttamente all'ambiente di segnalazione regolamentare esistente della banca, classifica ciascun attributo IReF come mappato, gap, ignorato o non corrispondente, ed è in grado di distinguere tra dati strutturalmente assenti e dati presenti che richiedono ulteriori trasformazioni. Un'analisi dei gap preliminare che richiederebbe normalmente settimane di lavoro manuale viene condensata in un esercizio strutturato e ripetibile. Il QCT può inoltre essere rieseguito post-implementazione per verificare i livelli di completamento e misurare i progressi nel tempo.

Con la fase pilota ora fissata al secondo trimestre del 2030 e le prime segnalazioni ufficiali al secondo trimestre del 2031, le banche dispongono di una finestra temporale definita per prepararsi. Alla più recente pubblicazione delle tappe implementative seguirà un piano di implementazione che illustrerà l'evoluzione delle raccolte nazionali e le modalità di modellizzazione dei requisiti specifici per paese. Le banche che avviano ora la propria valutazione di readiness saranno nella posizione di confrontarsi costruttivamente con tale piano anziché subirlo in modo reattivo, e avranno il tempo necessario per affrontare i gap strutturali e comprenderne i costi di chiusura.

Per vedere come si presenta un'analisi dei gap per un istituto in fase di preparazione IReF, o per un confronto sulla nostra attività ed esperienza in questo ambito, siamo a disposizione per una breve conversazione.

Note

1. Banca Centrale Europea. (2026). Decisioni assunte dal Consiglio direttivo della BCE (in aggiunta a quelle che fissano i tassi di interesse). https://www.ecb.europa.eu/press/govcdec/otherdec/2026/html/ecb.gc260504~07dc9bac72.it.html (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
2. Banca Centrale Europea. (2026). ECB announces main milestones for roll-out of Integrated Reporting Framework.  https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260608~6766ec7154.it.html (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
3. Banca Centrale Europea. (2024). ECB announces new timeline for harmonisation of banks’ statistical reporting. https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.pr241204~18b9ac26a0.it.html (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
4. Procedura Unificata Matrici Aziendali. (2026). Homepage del sito PUMA. https://www.cooperazionepuma.org/ (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
5. Casa, M., Carnevali, M., Giacinti, S., & Sabatini, R. (2022). La cooperazione PUMA tra la Banca d'Italia e gli intermediari per la produzione delle segnalazioni statistiche, di vigilanza. Questioni di Economia e Finanza, No. 734. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2022-0734/index.html?com.dotmarketing.htmlpage.language=102 (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
6. Banca d'Italia. (2023). Progetto IREF. https://www.bancaditalia.it/statistiche/iref-bird/domande_IReF.pdf (ultimo accesso il 22 giugno 2026)
 

Esperto

Dr. Francesco Merenda

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